Compiti a casa tra storia e attualità.

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"Il Ministero ha già espresso il proprio orientamento sul problema di una razionale distribuzione del lavoro scolastico con C.M. 20 febbraio 1964, n. 62, prot. n. 50599/213.

L'attività di studio in ore extrascolastiche è, in una certa misura, ineliminabile, in proporzione naturalmente ben diversa a seconda dei vari ordini o gradi di scuola. Un ripensamento personale da parte del discente di ciò che a scuola è stato insegnato costituisce, infatti, una condizione insopprimibile per una vera assimilazione ed educazione al sapere.

“…..E' necessario, tuttavia, che l'attività didattica dei singoli docenti sia opportunamente coordinata ai fini di una proficua organizzazione dello studio extrascolastico. Un sovraccarico degli impegni di studio o la concentrazione di essi in alcuni giorni nuocerebbe, infatti, sia alla salute dei giovani, sia al processo di maturazione culturale, che non può essere costretto in schemi innaturali.”(Circolare Ministeriale 30 ottobre 1965, n. 431)

“…… va considerato che nelle giornate festive e, in genere, anche nel pomeriggio del sabato, moltissime famiglie italiane, in cui entrambi i genitori svolgono un'attività lavorativa, trovano l'unica occasione di un incontro dei propri membri - innanzi tutto genitori e figli - più disteso nel tempo e, quando possibile, in ambiente diverso da quello dell'abituale dimora cittadina, più sereno nel riposo dal lavoro, di un incontro nel quale trovano alimento il rafforzarsi dei rapporti affettivi, lo scambio delle esperienze, il confronto dei comportamenti tra giovani e adulti; in una parola, si ricompone l'unità della famiglia, e questa attua la pienezza della sua essenza di primo e fondamentale nucleo sociale e della sua primaria funzione educativa.

In considerazione del duplice ordine di esigenze finora prospettate, questo Ministero è venuto nella determinazione di disporre che agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni grado e tipo non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo, di guisa che nel predetto giorno non abbiano luogo, in linea di massima, interrogazioni degli alunni, almeno che non si tratti, ovviamente, di materia, il cui orario cada soltanto in detto giorno.

Si potrà del pari far luogo ad interrogazioni quando ciò sia richiesto dallo stesso interesse degli alunni, in vista di scrutini o di esami imminenti, ad esempio per poter riparare in caso di precedenti valutazioni sfavorevoli.

Si pregano le SS.VV. di comunicare la presente ai Capi d'istituto, agli Ispettori scolastici, ai Direttori didattici, agli insegnanti delle scuole elementari e secondarie. Si confida che il personale docente coglierà appieno il senso delle disposizioni impartite, le quali, lungi da tendere ad una attenuazione dell'attività scolastica, si propongono di dare possibilità di maggiore impegno agli alunni nei giorni feriali e di rendere più completa e integrata l'azione educativa della scuola con gli apporti dell'azione formativa della comunità familiare e dei contatti che questa può favorire in sede extrascolastica con il mondo della natura, dell'arte, dello sport e con le libere attività di gruppi giovanili organizzati.”(Circolare Ministeriale 14 maggio 1969)

Quanto premesso è contenuto in circolari ministeriali del 30 ottobre 1965 e del 14 Maggio 1969 che si intende ad ogni modo riproporre sia per ribadirne l’attualità che per orientare quanti, tra i docenti, usano moltiplicare le consegne dei compiti a casa soprattutto in concomitanza di giornate festive.

Nel rispetto della libertà di insegnamento di ognuno, si sollecitano le SS.LL. a voler considerare quanto esplicitato.   

                                                                                                                                                                                                                             LA DIRIGENTE SCOLASTICA

Susanna Capalbo

Erasmus plus - We school Europe

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 We School Europe è “il progetto” che inserirà il curricolo europeo nell'Istituto Comprensivo “Erodoto” di Corigliano Calabro (CS) grazie ad una sperimentazione di due anni a partire dall'anno scolastico 2017 – 2018 che coinvolgerà alcune classi della secondaria di I primo grado.

Un processo lungo ed intenso che l'”Erodoto” coordinerà e vivrà con 4 partner, anch'esse Istituzioni scolastiche, di diversi Paesi:

1. Scoala Gimnaziala nr. 10 di Suceava in Romania;

2. Toli Zordumis di Kumanovo in Repubblica di Macedonia;

3. Sillaotsa School di Päkste in Estonia;

4. Szkola Podstawowa nr 34 im. Mikolaja Kopernika di Katowize in Polonia

Finanziato dal Programma Erasmus Plus nel settore educazione, con codice Ref N° 2017-1-IT02- KA201-036887, il progetto prevede un percorso di implementazione strutturato in 3 fasi principali intervallate da 3 meetings transnazionali tra coordinatori e da 3 mobilità per l'apprendimento.

1 fase: formazione online e formazione in presenza di un team internazionale di docenti (almeno 4 a partner) sull'Educazione alla cittadinanza civica europea (ECE da European Citizenship Education). Dal mese di Novembre 2017 al mese di Marzo – Aprile 2018 i docenti delle diverse scuole si conosceranno e si formeranno online guidati dal team polacco. Entro il mese di Giugno 2018 si riuniranno fisicamente a Suceava in Romania per concretizzare l'apprendimento in una formazione specifica “teachers training” condotta dal team rumeno.

2 fase: implementazione di percorsi di ECE in classi di bambini tra i 9 e i 13 anni. Questa fase è pensata per durare fino alla fine del progetto consolidandosi un “prassi” negli anni a venire. L'obiettivo principe di tutto il progetto è rendere l'Educazione alla cittadinanza civica europea una realtà non solo nelle scuole coinvolte nel progetto ma anche in una rete di altri istituti scolastici in tutt'Europa facenti parte di una rete che si chiamerà “We School Europe Network”. Le successive mobilità, la seconda e la terza, sono previste in Estonia, probabilmente nel mese di Luglio 2018 e l'altra a Corigliano Calabro un anno dopo. L'appuntamento calabrese segnerà il momento quasi finale del progetto e sarà un “summer camp europeo” per tanti bambini di varie nazionalità e un momento di grande celebrazione della “scuola-comunità in Europa”.

3 fase: non è successiva alla fine della seconda ma inizia quasi parallelamente alla stessa in quanto rappresenta l'azione trasversale, istituzionale per opera dei Dirigenti Scolastici che, in rete, osservano, ricercano, si confrontano e scrivono insieme un “documento politico” (un policy paper simile ad una “Raccomandazione europea” diretto ai decisori politici in ambito “Istruzione e formazione” nei Paesi partner e presso le Istituzioni europee con l'obiettivo di promuovere, come prassi, l'inserimento della “materia europa” negli istituti comprensivi. I Dirigenti Scolastici hanno il fondamentale compito di capitalizzare il grande investimento fatto nel corso dell'implementazione progettuale da tutte le comunità scolastiche, che comprendono genitori, e stakeholders locali, cercando la sottoscrizione formale del documento da parte di altri colleghi di tutt'Europa.

Un obiettivo ambizioso da portare avanti tutti insieme come team di “educatori” che nel corso di 2 anni renderanno le loro scuole “Scuole Europee” e nel contempo,  diventeranno “Educatori europei”, più esperti di Europa.

“We School Europe” è già, sin dal titolo, un “brand”, un “claim” che indica la chiara intenzione di una piccola rete di scuole di iniziare insieme un percorso di sperimentazione, con i giusti momenti di ricerca, formazione, studio e condivisione di metodi, pratiche e contenuti trasversali alla didattica curricolare.

Come previsto dall'azione KA201 del Programma Erasmus Plus, il progetto, come partneriato strategico prevede la realizzazione di 3 prodotti intellettuali concreti che siano “fisicamente” pronti per essere diffusi e disseminati in più scuole possibili. “WSE” ha l'obiettivo di creare 3 prodotti intellettuali:

1) un training kit per docenti con metodi, pratiche ed esperienze sul campo di Educazione alla cittadinanza europea;

2) un curriculum che sia la linea guida di fondo per l'insegnamento della “nuova” materia nelle scuole di primaria e secondaria di I grado;

3) il documento politico che include quindi i primi due prodotti e che sia una chiara richiesta politico istituzionale per l'inserimento della materia “Europa” nei programmi formali educativi europei.

E' in corso una “logo competition” lanciata dal partner polacco. Sono previsti inoltre diversi eventi moltiplicatori per la disseminazione di risultati e di prodotti intellettuali. Si svolgerà dal 16 al 18 Novembre 2017 a Corigliano Calabro (CS) il Primo Meeting Trasnazionale di Progetto tra coordinatori (TPM). I successivi saranno in Polonia e in Macedonia.

 

 

 

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